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RIFUNZIONALIZZAZIONE DI VILLA GUASTAVILLANI, UNIVERSITÀ DI BOLOGNA - BOLOGNA

1998

La Storia

Villa Guastavillani fu costruita nel 1575 dal Cardinale Filippo Guastavillani, nipote di Papa Gregorio XIII, sul colle di Barbiano, situato tra i Colli Bolognesi, poco fuori Porta Castiglione. L’architettura è di stampo rinascimentale. La villa presenta un corpo centrale quadrato su due livelli, al piano terra infatti è presente un porticato di accesso alle aule di ricevimento, mentre al piano superiore si trovano gli appartamenti nobiliari. Ai lati del corpo centrale si trovano due ali laterali arretrate rispetto alla facciata principale, che formano un cortile retrostante la villa. Il progetto dell’intero complesso è opera dell’architetto Ottaviano Mascarino, ma la villa fu realizzata da Tommaso Martelli. Il Mertelli semplificò il progetto di Mascarino, che prevedeva una grande cinta muraria da porre attorno alla villa, di cui è stata realizzata solo la porzione inerente all’entrata, con i due torrioni laterali.

La villa appartenne ai Guastavillani fino al 1918, quando morì Rinaldo Guastavillani, che la lasciò in eredità alla Fondazione Opera Pia Cassoli Guastavillani. Tra il 1695 e il 1781 il complesso e i terreni circostanti appartennero ai Padri Gesuiti, ma furono poi ricomprati dai Guastavillani.

Fiore all’occhiello della struttura è la sala ipogea, altresì detta “Il Ninfeo“, che fu realizzata per imitare una caverna ricca di stalattiti e stalagmiti. Il progetto delle pareti carsiche si deve a Francesco Guerra. Il tutto è ornato da decorazioni definite “grottesche”. Ognuna delle fontane del Ninfeo era alimentata da una fitta rete di canali scavati all’interno del colle di Barbiano, creando così un’opera d’ingegneria idraulica di grande importanza.

Al suo interno la villa presenta sale riccamente affrescate, secondo i canoni del tardo rinascimento cinquecentesco. Gli affreschi in genere vengono attribuiti ai manieristi Orazio Samacchini e Lorenzo Sabattini. All’interno vi sono anche sale con solaio ligneo decorato, alla maniera tardo medievale. Esternamente si colloca un sontuoso giardino all’italiana, con siepi, fontane e vialetti geometricamente ordinati.

Il Restauro

La villa fu acquistata prima dal Comune di Bologna, poi nel 1998 passò nelle mani dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Il restauro fu affidato ai professionisti di ASP.ILT, l’Arch. Stefano Piazzi e l’Ing. Luigi Tundo, insieme al Prof. Arch. Giampiero Cuppini. Oggi la villa fa ancora parte del patrimonio dell’Università di Bologna e dal 2018 ospita gli uffici della Bologna Business School.

Il recupero dell’immobile si è posto come un intervento di restauro scientifico e conservativo, impiegando le metodologie e le tecniche afferenti.
Al momento l’intervento si limita al restauro tecnico funzionale e di consolidamento dell’organismo abitativo; è già previsto un secondo stralcio che interesserà il restauro conservativo dei decori interni e degli spazi esterni, comprese le pertinenze edificate.
Il complesso si sviluppa su due piani fuori terra, più un piano seminterrato (che su un fianco è completamente fuori terra), più un piano sottotetto in parte praticabile. Si colloca al centro di un enorme parco disegnato parte a giardino all’italiana, parte a giardino-campagna.
L’intervento, oltre che al restauro conservativo della struttura e dei suoi decori, mira a rendere funzionale il complesso dotandolo di quelle infrastrutture che lo possano rendere edificio sicuro e idoneo alla destinazione d'uso a cui lo si vuole deputare; particolare cura verrà riservata all'idoneità per l'uso da parte di portatori di handicap inserendo un ascensore di opportune dimensioni e alla sicurezza passiva ed attiva inserendo una scala a norma, supplementare a quelle già esistenti oltre ad un sistema di controllo impiantistico di efficace tecnologia.
L’intervento di restauro conservativo si divide in due fasi ben distinte:
· la prima fase, oggetto del progetto, ha avuto come obbiettivo la conservazione degli spazi storici interni, l’integrazione impiantistica e la rifunzionalizzazione degli spazi di servizio;
· la seconda fase si è occupata del restauro conservativo dei decori pittorici interni e dell’intervento di restauro degli spazi esterni (parco, aree esterne, ingressi al parco e alle aree esterne e relativi manufatti, pozzo, ecc.).

Progettisti

Committente: Alma Mater Studiorum - Università di Bologna;

Progetto Architettonico: Prof. Arch. Giampiero Cuppini, Arch. Stefano Piazzi, Ing. Luigi Tundo.