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RECUPERO DEL SISTEMA FORTIFICATO DELLE MURA DI OTRANTO - OTRANTO (LE)

1995

La storia

Sia le mura che il Castello hanno forme cinquecentsche; tuttavia nella muratura affiorano tracce e fondazioni ben più antiche, Romane od altomedioevali, come pure tracce successive di epoche più recenti e perfino ottocentesche.

Probabilmente vi operò nel maggio 1481 l’ingegnere militare Cini inviato dal Duca di Urbino in aiuto del Duca Alfonso; riconquistata la città sottraendola agli Ottomani, partecipò al restauro ed al rafforzamento delle mura stesse. Pare che abbia preso parte alla progettazione delle nuove fortificazioni anche Francesco di Giorgio Martini, condotto in Puglia da Alfonso Duca di Calabria per curare il rafforzamento di numerose opere difensive pugliesi. Nuovi restauri vennero praticati nel 1577 da Tommaso Brancaleone di Terra d’Otranto.

L’impianto delle mura venne realizzato negli ultimi 20 anni del secolo XV, riducendo l’area cinta dalle precedenti fortificazioni di età Sveva e Angioina, parzialmente distrutte dai Turchi. Il nuovo sistema difensivo comprendeva un muro che circonda l’abitato, con torri circolari, porte e castello. Delle precedenti fortificazioni, lo scavo ha messo in luce ampi tratti.

Le complesse stratificazioni e aggiunte costituiscono un’importante testimonianza della storica e della evoluzione della tecnica militare.

Il Restauro

L’intervento ha riguardato:

la sistemazione della cinta muraria:

  • consolidamento e restauro con ripristino dei percorsi di ronda coperti e recupero della continuità dei percorsi esterni;

  • scavo dei fossati interrati alla fine dell’’800 e restauro delle mura di controscarpa;

  • formazione di aree attrezzate per la cultura, lo spettacolo e il tempo libero nei fossati recuperati;

  • riapertura della “Porta a mare” con la realizzazione di un ponte per raggiungere il percorso verso il porto e parcheggio per 500 posti;

  • realizzazione di un ponte carrabile in legno e acciaio per scavalcare il fossato e rimettere in comunicazione città antica e città nuova;

  • costruzione di un passaggio in quota per dare continuità all’interrotto percorso di ronda;

  • restauro del castello Aragonese e Spagnolo.

Progettisti

Committente: Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Bari;

Progetto Architettonico: Prof. Arch. Giampiero Cuppini, Arch. Stefano Piazzi, Ing. Luigi Tundo;

Direzione Lavori: Prof. Arch. Giampiero Cuppini, Arch. Stefano Piazzi, Ing. Luigi Tundo.