







RESTAURO E VALORIZZAZIONE DEL COMPENDIO VILLA SORRA - CASTELFRANCO EMILIA (MO)
2026 - in corso
La storia
Villa Sorra rappresenta un’esemplare testimonianza di villa di delizia, una tipologia architettonica
diffusa a partire dal XVI secolo. La villa di delizia è caratterizzata dalla sua posizione lontana dalla città,
ed era il luogo dove i nobili si ritiravano per i periodi di villeggiatura. Proprio per questa sua
caratteristica di lontananza dalla vita urbana, elemento imprescindibile di ciascuna villa era quello del
proprio giardino, luogo di godimento del villeggiante.
Le ville padronali che cominciano a sorgere nelle campagne emiliane sono al contempo sia luoghi nei
quali le classi dominanti trascorrono il periodo della “villeggiatura” dedicandosi all’otium, quindi
occasioni d’incontro e di vita mondana e culturale, sia centri direzionali di vere e proprie aziende
agricole produttive. La campagna opulenta, le colture ordinate, il perfetto disegno dei campi sui
tracciati della centuriazione, l’ortogonalità dei filari e degli assi viari rispetto alla residenza sono la
testimonianza di una perfetta simbiosi tra la villa e la campagna, e costituiscono una sinergia in cui
l’edificio padronale rappresenta il fulcro dell’organizzazione del territorio agricolo.
Dalla metà del XVII secolo, ma soprattutto nel Settecento, nelle campagne modenesi ha inizio
l’edificazione di ville di delizia ad opera della nobiltà dell’epoca; un fenomeno che si sviluppa
principalmente a seguito dell’impulso aristocratico promosso dalla corte estense, che stava
caratterizzando la capitale, Modena, e tutto il ducato.
Villa Sorra, posta in un contesto prettamente agricolo, viene costruita al centro di una vasta
possessione tra i comuni di Gaggio in Piano e Panzano, nei pressi di Castelfranco Emilia, allora
territorio bolognese appartenente allo Stato Pontificio, da una famiglia della nobiltà modenese: i Sorra.
Successivamente l’ottenimento del titolo comitale, da parte di Antonio Sorra conferitogli da Rinaldo I
d’Este nel 1697, costui decide di ampliare la tenuta ereditata dal padre e a realizzare la residenza
padronale con il bellissimo giardino annesso, quasi ad assolvere l’onere che il nuovo lignaggio gli
imponeva. In tal modo vengono creati gli strumenti per trasmettere agli ospiti e ai visitatori
l’importanza e l’opulenza della famiglia, e la preziosa eredità da tramandare ai posteri.
La fortuna della villa è legata alle vicende di Modena capitale e si concentra maggiormente nel periodo
che ha visto dimorarvi le prime due famiglie proprietarie: i Sorra e i Munarini.
Con l’Unità d’Italia, il declino della nobiltà e le due guerre mondiali, la villa e la sua tenuta hanno via
via perso l’antica importanza. A seguito di complesse vicende proprietarie, la parte principale del
complesso è stata acquistata nel 1972 dal Comune e dalla Provincia di Modena insieme ai Comuni di
Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro, operazione che ha consegnato alla collettività
tale bene di rara bellezza.
Dal punto di vista architettonico Villa Sorra può senz’altro essere annoverata tra gli edifici più
significativi che caratterizzano l’ambito regionale.
Già in una guida del 1851, infatti, viene descritta come «un sontuoso palazzo, il quale sia per la sua
ampiezza, che per le sue forme architettoniche, e sì ancora per la splendidezza degli ornamenti
interiori… primeggia fra quanti rinvengosi nel bolognese contado».
Non è possibile a tutt’oggi risalire con precisione alla data della sua edificazione, né stabilire con
sicurezza a chi spetti la paternità del progetto, in quanto mancano probanti e inconfutabili fonti
archivistiche e documentali inerenti.
Inizialmente, forse fuorviati dal Malmusi che, sempre nel 1851, pubblicava su «L’Indicatore Modenese»
un lungo articolo in due puntate, La Villa Sorra – Frosini in Gaggio, si datava la sua costruzione alla
metà del XVIII secolo su disegno dell’architetto Giuseppe Toschi. In tali articoli, però, alla minuziosa
descrizione del giardino non corrispondeva un altrettanto fedele resoconto delle origini della villa.
Più recenti e attendibili studi fanno risalire l’inizio della costruzione agli ultimissimi anni del Seicento
e individuano il progettista in Giuseppe Antonio Torri (1655–1713), assistito dall’allievo Francesco
Maria Angelini (1680-1731). Al primo, insieme al padre a capo di uno studio di progettazione molto attivo a Bologna, si attribuisce la paternità del progetto generale; al secondo corrisponderebbe invece
la direzione dei lavori e il loro completamento. Fanno propendere per questa nuova ipotesi non solo i
documenti d’archivio, ma anche il raffronto stilistico rende verosimile la tesi: la somiglianza appare
particolarmente convincente nel caso dello scalone di palazzo Gaddi a Forlì e, soprattutto, della volta
della chiesa di San Domenico a Modena. All’opera dell’Angelini si possono invece attribuire le parti
decorative, che denotano una cultura più aggiornata grazie all’uso di un barocchetto svincolato dal
disegno molto forte dell’impianto architettonico.
Il Progetto
I professionisti di ASP.ILT lavorarono di già al compendio della Villa, tra gli anni '80 e i primi anni '90, andando a redigere un ambizioso progetto di riqualificazione dell'intero complesso, comprendendo anche il parco storico. Di quel progetto vennero realizzati solamente gli interventi di restauro alla Serra e presso le Rovine romantiche del giardino ottocentesco.
Nel 2026 i professionisti di ASP.ILT tornano nuovamente a Villa Sorra per condurre la direzione lavori generale del progetto di riqualificazione del complesso, denominato "Villa Sorra: Saperi e Sapori". ASP.ILT è subentrata a cantiere avviato, sostituendo il precedente Direttore dei Lavori.
Progettisti
Committente I intervento: Provincia di Modena;
Progettazione architettonica e strutturale I intervento: Prof. Arch. Giampiero Cuppini, Ing. Luigi Tundo, Arch. Stefano Piazzi;
Committente II intervento: Comune di Castelfranco Emilia;
Direzione lavori (I parte): Arch. Giovanni Avosani;
Direzione lavori (II parte): ASP.ILT SRL (Arch. Federico Barbieri);
Progettazione architettonica: Studio Cavina Terra (Arch. Roberto Terra);
Progettazione e Direzione lavori strutturale: Studio Jurina e Radaelli (Prof. Ing. Lorenzo Jurina, Ing. Edoardo Radaelli);
Progettazione e Direzione lavori impiantistica: Sinergo SPA (con Ing. Gabriele Raffellini e Ing. Francesco Piergiovanni);
Coordinamento della Sicurezza in fase di Esecuzione: Ing. Roberto Perlangeli
