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1st Dic 2020Pubblicato in: News, Restauri, Scuole e Universita'
Villa Guastavillani
Villa Guastavillani, 1998, Alma Mater Studiorum

La Storia

Villa Guastavillani fu costruita nel 1575 dal Cardinale Filippo Guastavillani, nipote di Papa Gregorio XIII, sul colle di Barbiano, situato tra i Colli Bolognesi, poco fuori Porta Castiglione. L’architettura è di stampo rinascimentale. La villa presenta un corpo centrale quadrato su due livelli, al piano terra infatti è presente un porticato di accesso alle aule di ricevimento, mentre al piano superiore si trovano gli appartamenti nobiliari. Ai lati del corpo centrale si trovano due ali laterali arretrate rispetto alla facciata principale, che formano un cortile retrostante la villa. Il progetto dell’intero complesso è opera dell’architetto Ottaviano Mascarino, ma la villa fu realizzata da Tommaso Martelli. Il Mertelli semplificò il progetto di Mascarino, che prevedeva una grande cinta muraria da porre attorno alla villa, di cui è stata realizzata solo la porzione inerente all’entrata, con i due torrioni laterali.

La villa appartenne ai Guastavillani fino al 1918, quando morì Rinaldo Guastavillani, che la lasciò in eredità alla Fondazione Opera Pia Cassoli Guastavillani. Tra il 1695 e il 1781 il complesso e i terreni circostanti appartennero ai Padri Gesuiti, ma furono poi ricomprati dai Guastavillani.

Fiore all’occhiello della struttura è la sala ipogea, altresì dettaIl Ninfeo“, che fu realizzata per imitare una caverna ricca di stalattiti e stalagmiti. Il progetto delle pareti carsiche si deve a Francesco Guerra. Il tutto è ornato da decorazioni definite “grottesche”. Ognuna delle fontane del Ninfeo era alimentata da una fitta rete di canali scavati all’interno del colle di Barbiano, creando così un’opera d’ingegneria idraulica di grande importanza.

Al suo interno la villa presenta sale riccamente affrescate, secondo i canoni del tardo rinascimento cinquecentesco. Gli affreschi in genere vengono attribuiti ai manieristi Orazio Samacchini e Lorenzo Sabattini. All’interno vi sono anche sale con solaio ligneo decorato, alla maniera tardo medievale. Esternamente si colloca un sontuoso giardino all’italiana, con siepi, fontane e vialetti geometricamente ordinati.

Il Restauro

La villa fu acquistata prima dal Comune di Bologna, poi nel 1998 passò nelle mani dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Il restauro fu affidato ai professionisti di ASP.ILT, l’Arch. Stefano Piazzi e l’Ing. Luigi Tundo, insieme al Prof. Arch. Giampiero Cuppini. Oggi la villa fa ancora parte del patrimonio dell’Università di Bologna e dal 2018 ospita gli uffici della Bologna Business School.

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