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Rocca Malatestiana
20th Set 2010Pubblicato in: Restauri
Rocca Malatestiana
Fano, 2010

La Rocca Malatestiana rappresenta certamente uno dei monumenti più importanti di Fano (PU). Oggi usata per mostre ed eventi culturali, un tempo era in forte difensivo principale della città, a protezione della porta settentrionale delle mura romane.

La storia

Il primo nucleo della Rocca sarebbe stato costruito, secondo il Bertozzi, da Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, nel 1438, che affidò il progetto a Matteo Nuti. Il mastio primordiale sorse sui resti interrati dell’antico porto romano di Fano. A seguito dell’assedio di Fano da parte di Francesco Maria della Rovere, la Rocca venne restaurata da Antonio da Sangallo il Giovane, che creò un bastione al posto del torrione orientale. L’ingresso della Rocca risale al 1705, mentre nel 1860 la Rocca divenne un carcere. Nel 1944, al termine della Seconda Guerra Mondiale, venne abbattuto il bastione Nord, a fianco del Mastio originario, distruggendo anche l’unica torre medievale rimasta nella fortezza. Negli anni successivi il ponte d’accesso cadde per via dell’incuria e ne fu realizzato uno con due arcate in muratura.

Il restauro

Il restauro della Rocca Malatestiana è stato condotto come V stralcio del progetto di “Valorizzazione del patrimonio storico culturale della Regione Marche”, nella città di Fano. Al progetto hanno partecipato il Prof. Arch. Giampiero Cuppini, l’Arch. Stefano Piazzi, l’Ing. Luigi Tundo (soci dello “Studio Cuppini e Associati”), il Prof. Arch. Giovanni Carbonara, il Prof. Ing. Giorgio Raffellini, l’Ing. Giuseppe Tosti, il Prof. Ing. Claudio Galli e l’Ing. Marcello Zanna. Si è svolto nel 2010.

Il restauro ha realizzato primariamente un intervento di consolidamento delle murature presenti, mediante inserimento di laterizi armati con fibre di carbonio, al fine di contrastare le deformazioni da pressoflessione dovute alla diversa elasticità dei materiali utilizzati in passato e accostati tra loro. Inoltre, nella scala interna posta all’entrata del forte, sono state riaperte le arcate, un tempo tamponate da paramenti in laterizio, poste alla base della stessa. Nella parte sommitale esterna della rampa è stata riaperta l’antica loggia, rimuovendo una tamponatura incongrua. All’interno della rampa, la scala è stata ricostruita in legno e metallo, appoggiando la nuova struttura a quella esistente, senza però nascondere la struttura originale.

I paramenti in laterizio delle mura esterne, espulsi dalla struttura nei secoli precedenti per via dell’incuria, sono stati reintegrati, con laterizi di forma simile a quella originale, ma distinguibili per la diversa età e il colore leggermente più scuro rispetto a quelli originali. In questo modo le lacune sono state ricolmate per garantire una corretta ricomposizione dell’unità potenziale del monumento.