Restauri
29th Set 2010Pubblicato in: Restauri
Palazzo Vestri
Prato, 2008

Il restauro di Palazzo Vestri ha trattato una pluralità di temi e problemi che vanno dalla conservazione integrale al riutilizzo consapevole di un bene architettonico ormai in disuso da anni. Il Palazzo si trova nella piazza centrale di Prato, di fronte al Duomo di Santo Stefano.

La Storia

Il Palazzo dopo la chiusura della stazione di posta (1850), fu adibito ad albergo e divenne, ai primi del Novecento, il più prestigioso albergo-ristorante di Prato con il nome “Stella d’Italia”. Negli ultimi decenni del secolo scorso il Palazzo subì un progressivo declino e fu oggetto di una trasformazione irrispettosa che ne declassò anche il valore storico, architettonico ed economico, con interventi incongrui e manomissioni che ne alterarono l’originaria concezione costruttiva e il funzionamento statico. Al prestigioso ristorante subentrarono pizzerie e bar, le lussuose stanze dell’albergo furono trasformate in vani da pensione e i servizi furono ricavati in luoghi impropri mediante il frazionamento dei grandi spazi interni, vennero realizzati ulteriori soppalchi: nel cortiletto si realizzarono volumi e superfetazioni e le originarie superfici architettoniche furono coperte con nuove tinteggiature, rivestimenti e controsoffitti anche in laterizio. 

Il Restauro

Nel corso del restauro, sulla base di un’attenta ricerca storica, sono state restituite le diverse fasi dell’edificio, dall’organico sviluppo antico fino alle manomissioni più recenti e sono stati affrontati alcuni problemi caratteristici del restauro: la reintegrazione e valorizzazione dei frammenti delle parti riemerse facendo convivere periodi diversi fra loro in una nuova contemporaneità senza alterare l’unità spaziale, le modalità con cui introdurre nuove forme in un manufatto così ricco di storia senza turbare la preesistenza e la scelta del linguaggio da utilizzare. Il progetto di conservazione e restauro è stato affrontato sistematicamente, coniugando i problemi suddetti con le esigenze di accessibilità, comfort ambientale e sicurezza dagli incendi, risolti in forma complessiva, per rispettare tanto la storia del manufatto quanto i valori architettonici e nel contempo assolvere alle richieste funzionali della contemporaneità.

Nella prima fase di cantiere si è proceduto a rimuovere le aggiunte realizzate nella seconda metà del Novecento; ciò a messo in luce la natura diacronica del Palazzo, nato dalla fusione di elementi tardoquattrocenteschi e primocinquecenteschi, su cui si sono innestate opere consistenti, sia sotto il profilo costruttivo che pittorico, realizzate nel corso del Settecento per conferire un’identità aggiornata al Palazzo sia sul piano distributivo che figurativo. Ulteriori modifiche furono apportate nel corso dell’Ottocento e poi del Novecento con la trasformazione in albergo. Approfondita la consistenza storica della fabbrica sono stati affrontati problemi di distribuzione, razionalizzazione e adeguamento delle funzioni, dei percorsi orizzontali e verticali, dei sistemi tecnologici e dei servizi igienici e impiantistici, senza tuttavia forzare quell’identità costruttiva che si era venuta a creare nel corso del tempo. Gli ambienti di grandi dimensioni, realizzati in diversi periodi, sono stati conservati e riutilizzati nelle dimensioni originarie, combinando la vocazione di ogni singolo spazio e le esigenze della committenza, sia perché rappresentano una caratteristica irrinunciabile della costruzione e della sua storia, sia per non interrompere la sequenza delle coperture voltate, a cassettoni e delle loro decorazioni. Le suddivisioni dei vani sono state ridotte al minimo facendo collimare le istanze funzionali con la natura degli spazi; i servizi sono stati ubicati in spazi marginali di scarso valore. Il sistema dei percorsi è stato definito sulla base delle preesistenti assialità derivanti dalle percorrenze storiche e dall’assetto originario dei vani. Con un sistema complementari di percorsi verticali e orizzontali di nuova progettazione, si è risolto il problema dei necessari servizi e collegamenti integrativi, lì già presenti, che chiudono il circuito dei percorsi rendendo pienamente accessibile ogni parte del Palazzo.