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21st Dic 2020Pubblicato in: News, Restauri
Mura Augustee di Fano
Fano (PU), 1999 - 2003

La storia

Il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, fondò la città Julia Fanestris nei primissimi anni del I secolo d. C., che sarebbe successivamente divenuta la città di Fano. La colonia romana fu realizzata secondo i canoni urbanistici romani, con due vie principali, ovvero la Salaria parallela alla costa adriatica e la via Flaminia ortogonale a essa, e una serie di vie parallele a quelle principali, che formavano un reticolo regolare di maglie. Tutt’attorno l’imperatore fece erigere delle poderose mura, con torrioni difensivi a pianta circolare (in numero di 12) e una serie di porte principali e secondarie.

La tecnica muraria utilizzata per le Mura augustee fu quella dell’Opus Vittatum, ove venivano utilizzati blocchi di laterizio rettangolari in arenaria, disposti di piatto, molto simili ai moderni laterizi pieni. Le Mura sono state realizzate interamente con questa tecnica, creando dei paramenti esterni in Opus Vittatum e uno strato interno di ciottoli di fiume tenuti insieme da calce romana, replicando così un classico esempio di muratura a sacco.

Gran parte delle antiche Mura Augustee, terminate nel 9 d. C., venne completamente distrutta durante il Quattrocento, dal signore di Rimini e di Fano Sigismondo Pandolfo Malatesta, che ampliò la città verso Sud-Ovest. Durante questo intervento venne realizzata la Porta Maggiore davanti all’Arco di Augusto, a Ovest della città.

Il Restauro

L’opera di restauro è stata condotta dai professionisti di ASP.ILT, l’Arch. Stefano Piazzi e l’Ing. Luigi Tundo, tra il 1999 e il 2003, con il Prof. Arch. Giampiero Cuppini, insieme al Prof. Arch. Giovanni Carbonara e altri, in merito al programma di restauri della città di Fano, che ha coinvolto anche i vicini monumenti dell’Arco di Augusto e della Rocca Malatestiana. L’obiettivo del restauro è stato quello di creare un unico parco urbano tra Mura, Rocca Malatestiana e Arco di Augusto.

Sull’oggetto architettonico è stato condotto un restauro critico-conservativo, eliminando le cause di degrado vegetale e i dissesti statici causati dal tempo trascorso, reintegrando in alcune parti le lacune con blocchi di arenaria, distinguibili mediante rigature. Sono state introdotte anche strutture metalliche interne, nascoste, per consolidare alcuni punti critici, come l’arco della Porta della Mandria, una delle porte minori.

Si è cercato però di dare maggior peso all’aspetto urbanistico. Infatti sono stati eliminati i parcheggi posti a raso delle mura, modificata la viabilità, introducendo zone accessibili solo ai pedoni. Inoltre è stato completamente ridisegnato il verde circostante, ed è stata pensata una nuova illuminazione diffusa, di accompagnamento ai pedoni.

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