Concorsi
16th set 2010Pubblicato in: Concorsi
Lido Adriano
Ravenna, 2005

Concorso per il polo scolastico di Lido Adriano, Progetto vincitore

Il delicato passaggio da uno spazio familiare al primo appuntamento sociale in un luogo condiviso, vorrebbe essere facilitato dall’opportunita’ di usare un organismo ricco e complesso costituito da edifici ben connotati e differenziati per le diverse fasce d’eta’.
Scuola per l’infanzia, elementare e media, tre edifici, ciascuno con la propria identita’ e spazi interni/esterni ben delimitati, risultano collegati funzionalmente, ma anche simbolicamente da una lunga parete che sale dal terreno e cresce con i suoi abitanti, fino a condurli verso la citta’/mondo. Il portico e’ un percorso pedonale pubblico privilegiato che si affianca agli spazi e alle attivita’ rivolte anche al paese: parco, piazza, palestra, biblioteca, auditorio.
I volumi della biblioteca/auditorio e della palestra ed i percorsi imprimono e ritagliano al suolo il disegno della piazza che si articola in aree pavimentate e in ampi specchi d’acqua. Se nella scuola dell’infanzia gli spazi comuni sono ampie aree di gioco, ove i percorsi si confondono e si perdono, nella elementare e nella media, non sono comunque mai collegamenti esclusivamente funzionali.    Essi    hanno    assunto    un    ruolo    centrale nell’organizzazione dello spazio, luoghi di incontro e di sosta ove e’ possibile percepire lo svolgimento dell’attivita’ didattica nella sua complessita’. A questo fine nella primaria il corridoio e’ stato staccato dai blocchi delle aule e dei laboratori: ad esso si e’ attribuito un ruolo di protagonista, spettacolo e spettatore, rappresentazione del flusso vitale della vita della scuola.

Progetto Psicopedagogico

Progettare una scuola e’ un evento di grande creativita’ architettonica, pedagogica e culturale. La scuola, infatti, svolge un ruolo privilegiato di produzione di cultura nel momento in cui la programmazione pedagogica e gli ambienti scolastici non sono intesi come trasmissione di sapere, ma vissuti come spazi di creativita’. Per questo motivo ci siamo lasciati guidare dall’idea di “dare” una scuola, intesa come luogo di senso per una comunita’ e non di “fare” una scuola, una scuola come sistema complesso che si definisce al suo interno come comunita’ educante, composta da individui in relazione fra loro, sostenuti da relazioni spaziali tradotte in sezioni contigue, vicine alle zone di servizio, non separate da percorsi isolati, con ampi spazi comuni per incontrarsi tutti insieme, ma anche spazi piu’ ridotti per favorire esperienze particolari da agire in piccolo gruppo o individualmente.
Una architettura che accoglie e sostiene “l’io” e il “noi”, il piccolo e il grande gruppo, l’agire ed il riflettere, la trasparenza e l’opacita’, la capacita’ di sollecitare curiosita’, azioni e gesti. Una “scuola sistema” in continuo dialogo con gli altri ordini scolastici, una continuita’ educativa sostenuta da una progettualita’ pedagogica e da spazi di collegamento e incontro, pur nel rispetto delle singole identita’ educative e culturali. Un sistema in continuum anche con altre agenzie del territorio, che si intreccia con la realta’ sociale e culturale, che promuove relazioni significative tra bambini, insegnanti, genitori, cittadini,’ vissuta come patrimonio di tutti con sentimento di partecipazione.
Per questo lo spazio e’ stato pensato in un ottica di continuita’ e orizzontalita’, che evidenzia la scelta di assenza di gerarchia tra i diversi spazi, come dimostrazione di democrazia di funzioni, di pari dignita’, di socialita’.
Il dialogo e’ stato interpretato anche attraverso trasparenze verso l’interno e verso l’esterno, che consentano di orientarsi e mantenere la relazione con cio’ che avviene fuori dai propri spazi.

Aspetti Bioclimatici ed Energetici

Esiste una stretta relazione tra flussi energetici, materici e benessere umano. Progettualmente si è cercato di tradurre questa simbiosi progettando edifici che riuscissero ad ottimizzare tali flussi, aumentando i rendimenti energetici non solo nella fase gestionale, ma anche in quella di costruzione. Più che ricercare soluzioni bioclimatiche di difficile attuabilità e prevedibilità dei risultati, si è puntato sulle alte prestazioni (conduttanza, sfasamento, permeabilità, ermeticità) dei singoli componenti costruttivi    (pareti,    orizzontamenti,    infissi),    sulla minimizzazione    delle    dispersioni,    piuttosto    che    alla massimizzazione degli apporti energetici esterni. Gli esempi a tal proposito sono molteplici sia in Italia (Casaclima) che all’estero (Passiv Haus, Minergie, etc.) e hanno dimostrato sul campo e nel tempo, la validità di tale impostazione e la consistenza dei risultati.