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Restauro della sala Malkowski
28th Ott 2013Pubblicato in: Biblioteche, News
Restauro della sala Malkowski

La Sala Malkovski è posizionata al primo piano della Biblioteca Classense ed è stata coinvolta dal progetto di restauro dell’intero complesso, operato dal Prof. Arch. Giampiero Cuppini, l’Arch. Stefano Piazzi, l’Ing. Luigi Tundo, L’Ing. Claudio Galli, il Prof. Arch. Giovanni Carbonara e altri. Qui si riporta una descrizione degli interventi operati, riprendendo un articolo del Prof. Ing. Claudio Galli.

<<Grande stupore ha prodotto il ritrovamento di più cicli d’affreschi al piano primo nelle sale dei lati nord-ovest e sud-est del chiostro e, in piccoli frammenti, su parte del corridoio parallelo a via Baccarini. Il loro ritrovamento nelle tre sale ha posto un arduo problema di scelte storico-critiche in quanto i controsoffitti incannucciati a forma di volta, realizzati fra Ottocento e Novecento, scendevano sulle pareti ricoprendo la parte superiore degli affreschi disposti lungo il perimetro superiore delle murature d’ambito. Si è scelto di rimuovere i controsoffitti, che impedivano la visione degli affreschi, capaci di connotare fortemente lo spazio stesso delle sale, e di ripresentarli in una versione sensibile all’esito dell’importante ritrovamento: un ripensamento generale dello spazio medesimo, affrontato in funzione delle nuove condizioni imposte dalla necessità di mostrare la realtà storica ed artistica, evidenziata dal testo materiale e non certo dalla volontà di usare il nuovo per prevaricare l’antico. Infatti, tanto  l’intero progetto del complesso della Classense quanto la risoluzione dei singoli problemi contingenti, sono stati improntati ad uno spirito di restauro critico-conservativo.

Il nuovo controsoffitto ha una forma geometrica contraddistinta da sfaccettature, come una sorta di volta diamantata, leggermente incurvata, che allude ai controsoffitti precedenti, riediti in versione contemporanea; la freccia contenuta consente di mostrare per intero gli affreschi delle pareti entro uno spazio qualificato da nuove contemporaneità, dagli affreschi sulle sommità murarie, dagli ulteriori frammenti di affreschi sovrapposti ai precedenti e dalla volta stessa. La narrazione pittorica s’intreccia con la suggestione di un nuovo spazio. Il dialogo fra antico e nuovo è stato costruito grazie alla paziente ricerca e sperimentazione di una nuova forma; l’identità e la dignità dello spazio è stata garantita da un rapporto di reciproca valorizzazione fra le parti, in grado di produrre un esito tutto interno al nostro tempo ma ricco di antiche memorie. Ciò sta a dimostrare che conferire al testo una nuova efficacia linguistica non è cosa esterna al campo del restauro e non nuoce alla conservazione del bene culturale, purché siano chiari i fini ed i limiti del progetto, ove il nuovo è di supporto e accompagnamento dell’antico col quale deve stabilire legami e contaminarsi esteticamente, quasi come una musica da film con le scene.

Le indagini stratigrafiche svolte sulle pareti del lato sud-est del corridoio anulare hanno messo in luce un ciclo pittorico finemente decorato, pressoché completo, in cui è rappresentato un sistema di riquadrature e cartigli che dovevano contenere immagini di personaggi illustri quali papi e imperatori. Il ciclo pittorico è stato restaurato in forma rigorosamente conservativa ed è ancora allo studio degli storici dell’arte per comprenderne il significato e la scuola di afferenza. Esso, come pure i lacerti ritrovati sulle pareti del lato nord-est del corridoio anulare, evidenzia l’enorme importanza assunta dall’abbazia di Classe nel corso dei secoli.>>

La sala è stata inaugurata il 7 dicembre 2013 ed è adibita alla consultazione dei testi.

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