Biblioteche
26th ott 2010Pubblicato in: Biblioteche, Restauri
Biblioteca Classense
Ravenna, Lavori in corso

Interventi di restauro, adeguamento alle norme vigenti, rifunzionalizzazione e consolidamento del complesso monumentale della Biblioteca Classense

La premessa necessaria al progetto di conservazione di un edificio di interesse storico-artistico è di esprimere una corretta valutazione delle ipotesi progettuali in rapporto alla consistenza dell’edificio. Fondamento di questo tipo di impostazione è l’ Analisi Conoscitiva, che sfruttando gli strumenti della ricerca archivistica, del rilievo metrico e materico, delle indagini strutturali, permette di elaborare una valida interpretazione della fabbrica, sia delle sue connotazioni morfologiche sia della sua evoluzione tipologica attraverso i secoli.

Diventa così possibile individuare quei vincoli tipologici, strutturali, artistici, culturali che integrandosi con il quadro normativo in vigore e con le necessità di riuso costituiranno gli aspetti irrinunciabili del progetto.
Partendo da queste ipotesi è evidente l’importanza che assume l’analisi storica degli interventi che si sono susseguiti sulla biblioteca nel corso degli anni e che ne hanno determinato l’attuale configurazione.

Presumibilmente nell’area oggi occupata dalla biblioteca si potevano individuare due parti ben distinte: della prima, comprendente la chiesa di S.Bartolomeo ed un chiostro accorpato, se ne ritrova testimonianza nell’attuale chiostro occluso; la seconda occupava il lato nord dell’attuale chiostro minore e le ali che poi diverranno la sede della Scuola di Belle Arti. Tra il 1556 ed il 1575, la costruzione di un nuovo chiostro, conclusione dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento voluti dall’Abate Paolo da Lodi, determina l’occupazione dell’area tra i due edifici dando connotazione di continuità all’edificato. A partire dal 1591, si diede inizio a nuovi lavori che durarono fino al 1625, portando l’edificio all’attuale consistenza planimetrica attraverso l’edificazione del Chiostro Maggiore secondo il progetto dell’architetto del Granduca di Toscana Giulio Morelli. Durante questi interventi furono numerose le modifiche delle preesistenze soprattutto attraverso l’espansione in altezza ed il conseguente adeguamento delle strutture di cui si ha testimonianza negli archi tamponati sovrastanti la Manica Lunga . La costruzione della Chiesa di S.Romualdo si può riferire a questo stesso progetto di espansione, anche se il suo cantiere si concluse solo nel 1699. Il complesso Camaldolese visse un periodo di splendore raggiungendo una grande notorietà.

Il XVIII secolo è segnato dalla presenza dell’Abate Pietro Canneti, personaggio guida dell’attività della “Classense”, che volle la costruzione della grande libreria il cui progetto fu elaborato dall’architetto Giuseppe Soratini che si avvalse della collaborazione dell’intagliatore Fausto Pellicciotti, autore delle scansie lignee. L’attuale configurazione planivolumetrica si raggiunse nel 1797 con la sopraelevazione dell’ala sud-ovest del Chiostro Maggiore e con la creazione della Sala delle Arti, della Sala dei Santi Padri e della Sala delle Scienze quest’ultima, ad opera di Camillo Morigia, venne magnificamente ornata di scaffali e stucchi. Il complesso della biblioteca raggiunse il XX secolo senza subire sostanziali mutamenti fino agli anni ’30 quando la costruzione di un edificio littorio determinò la demolizione di parte della corte dell’antico ospedale poi trasformato in Scuola di Belle Arti.

Questa ricostruzione storica ha permesso di chiarire i meccanismi costitutivi della Biblioteca Classense, sia dal punto di vista della stabilità strutturale che delle regole distributive. A questo punto, alla luce della conoscenza della fabbrica, il confronto tra le richieste della normativa vigente in tema di sicurezza, prevenzione incendi, igiene e sull’abbattimento delle barriere architettoniche e le esigenze di conservazione ed uso del vasto materiale librario e documentale fornisce le basi per una elaborazione progettuale capace di dare alle diverse funzioni, all’interno dello stesso contenitore, una collocazione più appropriata, capace di istituire il miglior rapporto tra materiale di lettura e fruitori.
Fondamentalmente il progetto consiste nella riorganizzazione funzionale della biblioteca all’interno di un complesso monumentale caratterizzato da molteplici destinazioni d’uso e soggetto ad una sommatoria di interventi. La ricongiunzione al sistema conventuale della parte già occupata dal Liceo Artistico costituisce un importante occasione per rivisitare l’attuale organizzazione spaziale e per conferire un consistente ampliamento con la garanzia della massima rispondenza alle norme di sicurezza e fruibilità per operatori ed utenti.

Gli interventi, di ridotto impatto sul corpo storico, sono mirati per lo più al consolidamento ed al ristabilire quei delicati equilibri che sono stati turbati nel passato. La rifunzionalizzazione è stata raggiunta attraverso il trasferimento delle attività in quelle posizioni che risultano “naturalmente” idonee ad ospitarle riaprendo al pubblico spazi finora inutilizzati, che per posizione e caratteristiche bene si inseriscono nel ritrovato sistema di percorsi orizzontali e verticali che è emerso nel corso di questo studio. La necessità di garantire i requisiti necessari in tema di igiene e fruibilità ha determinato l’integrazione dei servizi e dei connettivi verticali (corpi scala ed ascensori) con nuovi elementi che troveranno posto nel corpo di fabbrica a nord-ovest del chiostro maggiore proposto con l’intervento di demolizione e ricostruzione di precari fabbricati attualmente presenti. Il nuovo edificio sarà anche destinato ad ampliare gli spazi a disposizione della adiacente scuola media Guido Novello attraverso la creazione di una mensa e di laboratori didattici sviluppando un sistema autonomo collegato con la scuola.

Tale metodo ci ha portati a riscoprire percorsi e elementi caratterizzanti l’involucro e la distribuzione interna, che verranno opportunamente ripristinati negli stralci successivi;
la congiunzione al sistema conventuale della parte già occupata dal Liceo Artistico costituisce un importante occasione per rivisitare l’attuale organizzazione spaziale e per conferire un consistente ampliamento con la garanzia della massima rispondenza alle norme di sicurezza e fruibilità per operatori ed utenti.

L’intervento su questo particolare edificio si fonda sulla convinzione secondo cui gli ambiti settoriali, di specializzazione nel settore del restauro vadano rivisitati in un’ottica multidisciplinare per giungere ad un progetto di sintesi progettuale e pragmatica capace di interpretare in modo sincretico l’organismo architettonico coniugando le diverse forme di architettura, firmitas, venustas, utilitas, in un rapporto dialettico fra teoria e tecnologia del restauro.
La cultura tecnologica, si esprime con sempre maggiore sistematicità nella fase progettuale, per definire e precostituire la qualità funzionale e tecnica dell’intervento. La stessa interpretazione delle norme, in questo approccio dialettico col costruito, permette di individuarne deroghe ed eccezioni utili al progetto.
Destinare tutto il complesso monumentale ad un’unica funzione, ci ha fornito lo spunto per ricompattare e omogeneizzare la fabbrica, ristabilendo quei delicati equilibri turbati nel corso dei secoli.

La decisione di collocare il nuovo corpo scala (foto03-04) in aderenza alla biblioteca a nord-ovest del chiostro maggiore nasce dalla incompatibilità della struttura distributiva della fabbrica con il sistema di connettivi verticali e con le funzioni ospitate nel nuovo corpo di fabbrica, progettato per assicurare a qualunque utente una agevole fruizione dell’edificio; tale organismo si inserisce in un contesto architettonico consolidato e fortemente connotato tipologicamente, rivendicando la propria autonomia compositiva mediante l’utilizzo di forme e materiali che non stridono con le preesistenze ma ne reinterpretano gli stilemi secondo i dettami della moderna tecnologia.
L’occasione di un intervento globale consente una totale rivisitazione oggi su un edificio-città caratterizzato da un sistema spesso avvilito e interrotto.

L’intervento prioritario è stato rivolto principalmente alla lettura strutturale dell’edificio ed alla risoluzione delle criticità che si erano riscontrate nelle fasi di analisi.
Momento particolarmente importante dal punto di vista cantieristico è stato l’intervento di consolidamento di alcune delle volte e ricostruzione di una volta ad ombrello che ha richiesto un attento esame della tessitura dei mattoni condotta con le tecniche della fotogrammetria prima dello smontaggio delle parti di volta rimaste; successivamente si è proceduto alla costruzione di un sistema di centine che hanno costituito la cassaforma indispensabile per la successiva ricostruzione.

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