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20th Set 2010Pubblicato in: News, Progetti, Restauri
Arco d’Augusto
Fano, 2001

La storia

L’Arco di Augusto venne eretto in onore dell’imperatore nell’anno 2 d.C. con disegno e composizione più complesse rispetto a quanto ci è pervenuto. Infatti l’attuale Arco era sormontato da un attico costituito da sette arcate ed era affiancato da due torri semicircolari, poste sui lati, di cui rimane solamente quella di sinistra, mentre di quella di destra è stata riscoperta la traccia affiorante dalla chiesa di S.Michele. Il complesso risultava quindi essere la porta della città verso l’Appennino.

Nel 1463 venne demolito accidentalmente l’attico superiore da parte delle artiglierie di Federico II da Montefeltro, che bombardarono Fano per scacciare Sigismondo Pandolfo Malatesta. Successivamente la porta non venne restaurata per risarcire i danni subiti dai bombardamenti ed il materiale crollato venne reimpiegato in altri cantieri. Nel 1493 venne demolita la torre di destra per erigere la chiesa di S.Michele, che andò ad ostruire parte del prospetto dell’Arco, in quanto la facciata venne realizzata a decorrere dalla metà della porta laterale destra.

Nel 1513 fu scolpito da Bernardino di Pietro da Corona, sulla facciata della Chiesa di S.Michele, un bassorilievo rappresentante l’intero Arco con l’attico superiore, che rimane tuttora a memoria della configurazione originaria, ed in cui sono presenti tutte e tre le iscrizioni celebrative scolpite sull’Arco. Tra Cinquecento e Seicento l’Arco fu oggetto degli studi di grandi personalità, come Francesco di Giorgio Martini e Antonio da Sangallo. Inoltre si fecero diversi piccoli restauri di consolidamento.

Nel 1825 l’Ing. Mancini propose un restauro che verteva sulla ricostruzione dell’attico superiore e l’arretramento della chiesa. Solamente a partire dal 1930 si realizzarono parte di quei restauri progettati dal Mancini. Infatti furono demolite alcune strutture edilizie che sovrastavano la torre settentrionale, si ricollocò in opera la prima colonna sinistra dell’attico e venne abbassato il piano di calpestio per mettere in luce le proporzioni originarie del monumento. Nel 1937 si arretrò la facciata della chiesa di S.Michele e si evinse che la parte meno conservata dell’Arco era proprio quella nascosta dalla chiesa.

Il restauro

Il restauro dell’Arco di Fano è stato condotto come I stralcio del progetto di “Valorizzazione del patrimonio storico culturale della Regione Marche”, nella città di Fano. Al progetto hanno partecipato il Prof. Arch. Giampiero Cuppini, l’Arch. Stefano Piazzi, l’Ing. Luigi Tundo (soci dello “Studio Cuppini e Associati”), il Prof. Arch. Giovanni Carbonara, il Prof. Ing. Giorgio Raffellini, l’Ing. Giuseppe Tosti, il Prof. Ing. Claudio Galli e l’Ing. Marcello Zanna. Si è svolto tra il 1999 e il 2001.

L’Arco, prima del restauro, era affetto da una grave forma di degrado da croste nere, oltre alla presenza di vegetazione nelle fessure dei blocchi di marmo. Per l’eliminazione delle croste nere, che impedivano di leggere le tracce delle iscrizioni del I sec. d. C., poste nel fregio, sono state sperimentate diverse tipologie di pulitura a laser, su diversi materiali e con diverse intensità del raggio. Sono state ripristinate le tracce delle lavorazioni originali, mantenendo intatte le patine di ossidazione dei materiali. Tra gli altri interventi si segnala l’aggiunta di porzioni in marmo, imposte per ristabilire la leggibilità del monumento e l’unità potenziale dell’opera. Le integrazioni sono state necessariamente realizzate con elementi di distinguibilità, quali l’assenza delle decorazioni e forme semplificate. I diversi sporti in arenaria sono stati coperti da scossaline metalliche di protezione dall’acqua.

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